PING PONG

Il flusso di immagini presentato in questo lavoro, che abbiamo chiamato Ping Pong, si è formato in pochi giorni durante la pausa natalizia 2019-2020 su Instagram, nell’account collettivo Instalabg degli studenti del corso.
È basato su un procedimento di associazione libera: dopo la prima immagine (postata dai docenti), ogni studente era libero di rispondere in tempo reale con un’altra immagine che si legasse alla precedente e così via, attivando una sorta di gioco che abbiamo anche definito Smartphone senza fili, ricordando le variazioni e gli spostamenti di senso prodotti dalle distorsioni comunicative tipiche del gioco infantile del telefono senza fili.
Il processo, oltre che riallacciarsi al noto progetto iamgoogle di Dina Kelberman, tende anche a ricordarci quanto i meccanismi ipertestuali tipici del web abbiano origine e natura nei nostri stessi processi visivi e percettivi.